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Indlæg fra diskussionen Ma è vero che DiPietro restituì i soldi...
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Alb  
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 Flere valgmuligheder 1 Mar. 2002, 09:00
Nyhedsgrupper: it.politica
Fra: "Alb" <infon...@nospam.com>
Dato: Fri, 1 Mar 2002 13:00:42 +0100
Lokalt: Fr. 1 Mar. 2002 09:00
Emne: Re: Ma è vero che DiPietro restituì i soldi...
"Palla Ovale" <pallov...@katamail.com> ha scritto:

> Per favore, qualcuno super partes può dire se è stata dimostrata vera
> oppure è stata dimostrata falsa la seguente circostanza: e cioè che Di
> Pietro restituì centinaia di milioni di debiti mentre era in corso la
> sua inchiesta detta "mani pulite"?

Cribbio, attenzione! quelli non si chiamavano debiti ma erano "regali".
Come noto un pm che riceve "regali" da suoi inquisiti, in Italia e
precisamente per una parte politica, il PCI-PDS-DS,
viene considerato meritevole di essere eletto in collegio blindato e fatto
senatore. Un servitore dello stato così ,  per l'Anm non ha
certamente gettato discredito.

E visto che richiedi imparzialità, ti posto un articolo del
Corriere, data 1996, che delinea lo spessore e il coraggio
dell'uomo com megafono:

-------------------------------------------------------
Corriere della Sera , martedi 1996

Quasi smarrito di fronte al tribunale, l'ex simbolo di Mani pulite ha deluso
chi si aspettava da lui una forte controffensiva

 Vuole rispondere? E Di Pietro: . E poi:
 Luigi Corvi

DAL NOSTRO INVIATO BRESCIA - Ore 10,10. L'atteso momento della verità di Di
Pietro naufraga nell'ennesimo colpo di scena. Un Tonino mai visto, quasi
impaurito e smarrito davanti al tribunale, alla fine è costretto ad
andarsene senza poter leggere, come chiedeva, una breve spiegazione del
perché si avvale - come fecero decine di suoi inquisiti - della facoltà di
non rispondere. «Può accomodarsi, grazie. Buongiorno», lo liquida il
presidente Francesco Maddalo. E lui, con un mesto inchino, conclu de
l'incerto show e se ne va. C'è un silenzio assoluto nell'aula affollata di
pubblico e di giornalisti quando Antonio Di Pietro viene chiamato a deporre.
Fuori dall'aula, dove ha atteso il suo turno per un'ora, era sorridente. Ora
diventa cupo. Si siede sulla poltrona dei testimoni, estrae da una borsa
marrone alcuni fogli, si alza e li consegna al suo avvocato. Poi torna a
sedersi e dichiara le proprie generalità. Presidente: «Intende rispondere?».
Di Pietro: «Per rendere più chiaro il m io pensiero, signor presidente...».
Tonino sembra uno scolaretto impaurito. Lo sguardo basso, il respiro che
sembra fermarsi. Presidente: «Innanzitutto mi deve dire se intende
rispondere». Di Pietro (titubante): «Intendo esprimere la mia dichiara zione
di risposta». Presidente (con decisione, dopo un attimo di perplessità):
«No. Il discorso è lievemente diverso. La prego di specificare se lei
intende avvalersi della facoltà di non rispondere. Sì o no. Questo è il
discorso». Di Pietro (gua rda il presidente con aria smarrita): «Io, ripeto
signor presidente, intendo rispondere alla sua domanda. Intendo dichiarare
se posso avere la possibilità...». Presidente (lo interrompe): «Non ho
capito, con sincerità. Cioè, intende avvalersi della facoltà di
rispondere?». Di Pietro (lentamente, come se parola dopo parola volesse
sondare la reazione del tribunale): «Intendo rispondere alla sua domanda con
un documento scritto per rendere più chiara la mia risposta». Presidente
(leggermente spazientito): «No, no. Si tratta di documento scritto. Io le ho
chiesto se... e la prego a questo punto di rispondere. L'ho avvertita che la
legge, ai sensi del 210, le dà facoltà di non rispondere. Cosa intende fare.
Rispondere o no all'esame?». Di Pietro (balbetta): «Ripeto...». Presidente:
«Sì o no dottor Di Pietro». Di Pietro (incerto, quasi come un pugile che sta
per finire ko): Non, non... Mi perdoni... No, non... Sono una persona».
Presidente: «Sì, ma intanto qual è la sua rispos ta?» Di Pietro si volta
verso il suo avvocato. Poi verso il pm Raimondo Giustozzi che interviene
all'improvviso, come per aiutare il testimone, per incoraggiarlo: «Intanto
dica sì o no. E poi dà la motivazione. Questo intende il presidente». Per un
attimo sembra di essere a scuola, durante un esame, con l'alunno che non
ricorda la lezione e il professore che tenta di aiutarlo. Ma il presidente,
innervosito, zittisce Giustozzi: «Pubblico ministero, grazie, ma penso di
essere stato chiaro». Alla fine Tonino si «sblocca». Di Pietro: «Sì era
stato, è stato molto chiaro, signor presidente e io intendo motivare il
perché non intendo rispondere con un documento scritto che mi spetta ai
sensi del 210». Presidente (ormai rinuncia ad aver un sì o un no come
risposta, fa una pausa, poi detta a verbale): «Innanzitutto diciamo che il
dottor Di Pietro dichiara che intende avvalersi della facoltà di non
rispondere». Di Pietro: «... con un documento scritto che intendo depositare
o che intendo leggere». Queste sono le ultime parole di Tonino. Il
presidente infatti lo interrompe, chiede alle parti di esprimersi, poi il
tribunale si ritira in camera di consiglio». Nella pausa, che durerà due
ore, l'ex pm resta per un po' in aula sotto lo sg uardo silenzioso del
pubblico. Scuro in volto, cammina su e giù guardando il pavimento. Alle
12,10 il tribunale rientra e in aula scende di nuovo un silenzio assoluto.
Maddalo legge l'ordinanza, la richiesta è respinta. Di Pietro, quasi
incredulo, si alza e se ne va.


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